Cantine secolo XXI

Architetture e paesaggi del vino

Category

Book

Published by

Mondadori Electa

Year

2011

Francesca Chiorino

with texts by Ampelio Bucci, Carlo Tosco

Eighteen wine cellars built between 2007 and 2011 in various countries to designs by international architects.

The report analyses the relationship that the wineries establish with the environment and the architects’ ability to decipher and restore the characteristics of the terroir, understood as the complex of cultural, environmental, geological and morphological qualities that characterise the site, in the project. In support of the hypothesis that investigation of the terroir must play a central role in the architectural design of wineries, there are a number of signs, such as new ways of thinking about oenology, the defence of local characteristics, of artisanal techniques derived from farming, of indigenous vines, of minor family-run wineries, which are aimed at a consumer who is aware of and attentive to health and environmental protection issues.

Today, a process of awareness is underway that involves ecology, landscape management and architecture itself, with often exceptional results in which wine cellars are important elements of a much broader process of general re-evaluation of parts of the territory.

The projects reviewed are for the most part located in Europe and America, and the accompanying images and texts describe with particular care the insertion of the buildings into the landscape. The architects included in the review are: Álvaro Siza Vieira, Perraudin architectes, RCR arquitectes, Bearth & Deplazes, Andreas Burghardt, Werner Tscholl, Francisco Izquierdo, Sebastian Mariscal Studio, Richard Rogers, Gerd Bergmeister, Tobia Scarpa, Norman Foster, Estudio Nómada, Jean Nouvel, VF arquitectos, Onsitestudio, Guedes + Decampos, AFT arquitectos.

Francesca Chiorino

con saggi di Ampelio Bucci, Carlo Tosco

Diciotto cantine per la produzione di vino costruite tra il 2007 e il 2011, in varie nazioni su progetto di architetti internazionali.
Viene analizzata la relazione che le cantine instaurano con l’ambiente e la capacità degli architetti di decifrare e restituire nel progetto i caratteri del terroir, inteso come il complesso delle qualità culturali, ambientali, geologiche e morfologiche che caratterizzano il sito. Ad avvalorare l’ipotesi secondo la quale l’indagine del territorio deve avere un ruolo centrale nel progetto architettonico delle cantine esistono alcuni segnali, quali i nuovi modi di pensare l’enologia, la difesa dei caratteri locali, delle tecniche artigianali di derivazione contadina, dei vitigni autoctoni, delle aziende minori a conduzione familiare, che si rivolgono a un consumatore consapevole e attento ai temi della salute e della salvaguardia dell’ambiente.
È oggi in atto un processo di sensibilizzazione che coinvolge l’ecologia, la gestione del paesaggio e la stessa architettura con risultati spesso eccezionali in cui le cantine vitivinicole sono elementi importantissimi di un processo molto più ampio di generale rivalutazione di brani di territorio.
I progetti presi in rassegna si trovano per la più parte in Europa e in America e le immagini e i testi a corredo descrivono con particolare cura l’inserimento degli edifici nel paesaggio. Gli architetti inclusi nella rassegna sono: Álvaro Siza Vieira, Perraudin architectes, RCR arquitectes, Bearth & Deplazes, Andreas Burghardt, Werner Tscholl, Francisco Izquierdo, Sebastian Mariscal Studio, Richard Rogers, Gerd Bergmeister, Tobia Scarpa, Norman Foster, Estudio Nómada, Jean Nouvel, VF arquitectos, Onsitestudio, Guedes + Decampos, AFT arquitectos.