Li Xiaodong Scuola ponte Xiashi, Fujian, Cina

Da una Cina all’altra

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Article

Published by

Casabella 796

Year

2010

Far from the big cities, the concrete sprawl, the race to surpass the West. The other China. In the tea fields of the province of Fujian, UNESCO has identified 46 buildings, in 2008, as a World Heritage Site; these are the toulou, gigantic fortress houses, most of them made with earth, with a circular or squared form, built from the 13th to the 20th century for defensive purposes. The school of the village of Xiashi, in the northwest part of Pinghe county, is located right between two such circular collective houses, separated from each other by a waterway. The siteplan shows a major leap of scale between the slender bridge building of the new school, that functions as a connection, and the two enormous complexes. The project by Li Xiaodong makes contrast its main theme. The opposition is evident between the density of the solid masonry of the monumental buildings and the lightness of the iron of the school, and thus between the opacity of earth and the transparency of glass, or above all between the extreme introversion of the toulou, that looks toward itself and lives on its own resources, and the openness of the school, that not only gazes toward the architectural heritage that surrounds it, but also establishes a dialogue between the village and its place of learning, between tradition and innovation.
The toulou is a very interesting typology; the perimeter walls, about one meter thick, are entirely without openings on the lower levels, with the exception of the large entrance gate. They are built around an internal courtyard that contains wells, stalls for animals, votive spaces. Normally three or more levels high, they have a ground floor used mostly for common facilities, including kitchens and service areas, while the upper levels can accommodate, in a series of rooms facing the courtyard, up to 800 persons. The toulou were built by the Hakka ethnic minority (literally “guest families”), a migrant people with fully autonomous, particular culture, traditions and language, whose great political and commercial initiative has won them respect and kept them united.
The two toulou of the village of Xiashi were gradually abandoned since the 1950s, due to the deterioration of the buildings and the poor living conditions. The spatial configuration of the village has been reworked since then, and the common physical and spiritual space that looked inward has been totally lost. With a project that was necessary for the village, namely the construction of a school with a library that can, when required, become a theater, Li Xiaodong interprets and resolves themes of great impact, first of all the civic awareness of a lost place and the resulting need for its conservation. The architect, who founded the Li Xiaodong Atelier in 1997 and teaches at Tsinghua University in Beijing, has already proven, on other occasions, that he has great sensitivity to Chinese constructive traditions, enabling him to make original interpretations. The Yuhu elementary school of Lijiang, in Yunnan, completed in 2004 (see «Casabella», n. 750/751 Dec 2006/Jan 2007), reveals the potential of Chinese workers, using traditional materials to compose measured, contemporary spaces and details. In the case of Xiashi, Li Xiaodong reinterprets the archetype of the inhabited bridge that physically connects the two toulou complexes, restoring their central role for the village while at the same time making the bridge become a metaphor for the reconnection of history and innovation. The new project makes the school the fulcrum of the spiritual life of the village, giving the education of the new generations the fundamental role of uniting traditional culture and aware progress. Li Xiaodong, with the composure and clarity of this project, indicates a clear direction for operation in similar, particularly fragile historical contexts.

Lontano dalle metropoli, dalla cementificazione, dalla rincorsa per superare l’Occidente. L’altra Cina. Nelle campagne coltivate a tè nella provincia del Fujian, l’UNESCO ha individuato nel 2008 come W orld Heritage Sit e quarantasei edifici; si tratta delle toulou, gigantesche case fortezza prevalentemente edificate con la terra, di forma circolare o quadrata, costruite tra il XIII e il XX secolo a scopo difensivo.

La scuola del villaggio di Xiashi, nel nord-ovest della contea di Pinghe, si colloca proprio tra due ampie case collettive circolari, che sono separate l’una dall’altra da un corso d’acqua. Dalla planimetria dell’intervento non può sfuggire l’importante salto di scala tra l’esile edificio ponte di nuova costruzione, che funge da ricucitura, e i due enormi complessi. L’intervento di Li Xiaodong fa del contrasto il tema portante dell’intero progetto. La contrapposizione si rende evidente tra la densità della muratura piena degli edifici monumentali e la leggerezza del ferro della scuola, quindi tra l’opaci- tà della terra e la trasparenza del vetro o ancora e soprattutto tra l’estrema introversione della toulou che guarda se stessa e vive delle proprie risorse e invece l’apertura della scuola che, oltre a contemplare il patrimonio architettonico circostante, intesse un dialogo tra villaggio e luogo dell’apprendimento e quindi tra tradizione e innovazione.

La toulou è una tipologia di grande interesse; i muri perimetrali dello spessore di circa un metro sono totalmente privi di aperture ai piani bassi, con l’eccezione del grande portone di accesso, e abbracciano il cortile interno, in cui si trovano pozzi, stalle per gli animali domestici e sale votive. Alte normalmente tre o più piani, presentano un piano terreno prevalentemente comune in cui trovano spazio le cucine e le aree di servizio, mentre ai piani superiori possono essere accolte, nella successione di stanze che affaccia al cortile interno, anche ottocento persone. Le toulou sono state edificate dalla

minoranza etnica degli Hakka (letteralmente “famiglie ospiti”), un popolo migrante con cultura, tra- dizioni, lingua del tutto autonome e peculiari, che vantano un’intraprendenza politica e commerciale che li rende rispettati e uniti.

Le due toulou del villaggio di Xiashi sono state progressivamente abbandonate dagli anni Cinquanta, a causa del deterioramento degli edifici e delle scomode condizioni di vita. La configurazione spaziale del villaggio da allora è stata ripensata, e lo spazio comune fisico e spirituale che guardava verso l’interno è andato totalmente perso. Con un progetto che era necessario per il villaggio, quale la costruzione di una scuola con annessa biblioteca e che all’occasione può divenire teatro, Li Xiaodong interpreta e risolve temi di grande portata, innanzitutto la coscienza civica di un luogo perduto e la conseguente necessità della sua conservazione. L’architetto, che ha fondato Li Xiaodong Atelier nel 1997 e insegna alla Tsinghua University di Pechino, ha mostrato già in altre occasioni di possedere buona sensibilità per le tradizioni costruttive cinesi e per una loro interpretazione affatto scontata. La scuola elementare Yuhu a Lijiang, nello Yunnan, terminata nel 2004 (vd. «Casabella», n. 750/751 dicembre 2006/gennaio 2007), mostra proprio le potenzialità della manodopera cinese, utilizzando materiali tradizionali per comporre spazi e dettagli misurati e contemporanei. Nel caso di Xiashi, Li Xiaodong reinterpreta l’archetipo del ponte abitato che connette fisicamente le due toulou, riconsegnando loro un ruolo centrale per il villaggio e contemporaneamente facendo divenire il ponte stesso metafora del ricongiungimento tra storia e innovazio- ne. Il nuovo progetto rende la scuola il fulcro della vita spirituale del villaggio e investe l’educazione delle giovani generazioni del ruolo fondamentale di unione tra una cultura tradizionale e un progresso consapevole. Li Xiaodong fornisce con la compostezza e la chiarezza di questo intervento una direzione limpida per coloro che si trovano ad affrontare temi progettuali in contesti storici particolarmente fragili.