Case in Giappone

Category

Book

Published by

Mondadori Electa

Year

2005

Homes in Japan takes a synthetic look at the panorama of contemporary Japanese architecture in the field of living through a series of historical and cultural premises.
In the international architecture system, the role of Japanese architects is central and recognised; this is demonstrated, among other things, by the recent Pritzker Prizes awarded to several prominent figures whose work is represented in this exhibition.
The collection of projects selected by Francesca Chiorino presents works by architects who are particularly well-known to critics, including Arata Isozaki, Tadao Ando, Toyo Ito, Kazuyo Sejima, Shigeru Ban and Kengo Kuma, while also paying attention to younger designers who are carrying out research on the theme of living space.
What is the meaning of the emptiness, the deprivation, the reduction that several of the houses surveyed experience, in one way or another? In this question lies the unbridgeable difference between East and West and the countless nuances of overlap, emulation, rejection, and prevalence of one culture over the other over the centuries.
The spatiality connected to the tea ceremony – the term sukiya (teahouse) literally means ‘abode of emptiness’ – becomes the starting point for dealing with domestic space in Japan, traditional rituals and contemporary architectural trends. Some architects manifest a particular sensitivity and a feeling of total and profound agreement with nature – inherent in the traditional concept of mono no aware – with regard to urban dwellings in dense metropolitan spaces and residences in natural settings. The ability to intensify, to condense, to use a few means to express complex meanings and profound messages, is one of the most interesting lessons of contemporary Japanese residential architecture, combined with a constant ‘lightness’ and an innate fragility, which make some of the houses published in these pages not only successful examples of architectural composition and structural wisdom, but true essays of vibrant humanity.

Case in Giappone restituisce con uno sguardo sintetico e attraverso una serie di premesse storiche e culturali il panorama dell’architettura giapponese contemporanea riferita all’ambito dell’abitare.

Nel sistema internazionale dell’architettura il ruolo degli architetti giapponesi è centrale e riconosciuto; lo dimostrano, tra le altre cose, i recenti premi Pritzker assegnati a diverse figure di spicco la cui opera è rappresentata all’interno di questa rassegna.
La raccolta di progetti selezionati da Francesca Chiorino presenta opere di architetti particolarmente noti alla critica tra i quali Arata Isozaki, Tadao Ando, Toyo Ito, Kazuyo Sejima, Shigeru Ban, Kengo Kuma, riservando però attenzione anche a progettisti più giovani che portano avanti ricerche sul tema dello spazio abitativo.
Quale senso rivestono il vuoto, la privazione, la riduzione che diverse delle case prese in rassegna, in un modo o in un altro, sperimentano? In questo quesito risiede l’incolmabile differenza fra Oriente e Occidente e le innumerevoli sfumature di sovrapposizione, di emulazione, di rifiuto, di prevalenza di una cultura sull’altra durante i secoli.
La spazialità connessa alla cerimonia del tè – il termine sukiya (casa da tè) letteralmente significa “dimora del vuoto” – diventa spunto per trattare lo spazio domestico in Giappone, i rituali tradizionali e le contemporanee tendenze architettoniche. Alcuni architetti manifestano una sensibilità particolare e un sentimento di accordo totale e profondo con la natura – insito nel concetto tradizionale di mono no aware – per quanto riguarda abitazioni urbane in densi spazi metropolitani e residenze in ambiti naturali. La capacità di intensificare, di condensare, di utilizzare pochi mezzi per esprimere significati complessi e messaggi profondi, è una delle lezioni più interessanti dell’architettura residenziale contemporanea giapponese, unita a una costante “leggerezza” e un’innata fragilità, che rendono alcune delle case pubblicate in queste pagine, non solo esempi riusciti di composizione architettonica e sapienza strutturale, bensì veri e propri saggi di vibrante umanità.