Nuove cantine italiane. Territori e architetture / / New Italian Wineries. Territories and Architectures

Category

Book

Published by

Electa

Co–author

Roberto Bosi

Year

2022

The volume reviews the architectural projects of ten wineries and a distillery realised in Italy by eleven architectural firms. Through a rich photographic apparatus, the relationship that the wineries establish with the environment and the architects’ ability to decipher and restore in the project the characteristics of the terroir, to be understood as the set of cultural, environmental, geological and morphological qualities that characterise the production site, is evident. In several countries, including Italy, wine cellars are transformed into hospitality venues, helping to broaden knowledge and frequentation of the territories on which they stand. The book, which accompanies an itinerant exhibition, collects the most interesting design results of the last decade and gives an account of a phenomenon, such as that of wine cellars designed by architects of different backgrounds, which is still in progress and which in some regions has the possibility of important expansion.

Twenty years ago, the Dominus Estate Winery in California was inaugurated, becoming very well known. Designed by the Swiss architects Herzog & de Meuron, it marked the start of a development that has spread across the world, involving acclaimed international architects such as Richard Rogers, Norman Foster, Jean Nouvel, Smiljan Radic, Álvaro Siza, Santiago Calatrava, Mario Botta, Renzo Piano and Rafael Moneo. In the last twenty years the number of new wineries built has grown remarkably and, especially in countries where the traditions are less strong, architecture has often created an image that has come to be identified with winemaking.

In a gradual process of growing awareness by clients of the role and effectiveness of architectural design, Italy too has developed its own sensibility and begun a process of rejuvenating the historic winery buildings. In some cases this has been dictated simply by the needs of winemaking, in others by a definite urge to use architecture as an instrument to enhance, distinguish and intrigue. We believe the key to the present and future development of architectural projects for wineries in Italy should be sought in this process of the growth of significance and expression of individual identities. Italy produces wine of notable quality amid varied landscapes with a widely different character, in which the vineyards are related to the mountains, sea and lakes, in an endless variety of landforms, elevations, soils, climates and historical building types. This variety has an immense potential, which can nurture not only our grapes, but also generations of architects attentive to local settings, sensitive to differences, delicate in their approach and capable of giving a value, through architecture, to human work. And the same is true of the land, with its marvelous frailties and incongruencies.

The wineries that we present in this selection, focusing on the last ten years, encourages us to understand and explore rural landscapes. In many cases the wineries have become entrepreneurial, cultural and tourist landmarks for a whole region, restoring to the local economies whatever the terroir continues to create.

Il volume prende in rassegna i progetti architettonici di dieci cantine e una distilleria realizzate in Italia da undici studi di architettura. Risulta palese, attraverso un ricco apparato fotografico, la relazione che le cantine instaurano con l’ambiente e la capacità degli architetti di decifrare e restituire nel progetto i caratteri del terroir, da intendersi come l’insieme delle qualità culturali, ambientali, geologiche e morfologiche che caratterizzano il sito di produzione. In diversi Paesi, Italia inclusa, le cantine si trasformano in luoghi di accoglienza, contribuendo ad ampliare la conoscenza e la frequentazione dei territori sui quali sorgono. Il libro, che accompagna un’esposizione itinerante, raccoglie gli esiti progettuali più interessanti dell’ultimo decennio e dà conto di un fenomeno, quale è quello delle cantine progettate da architetti di diversa formazione, che ancora è in corso e che in alcune regioni ha possibilità di importanti espansioni.

Vent’anni fa con l’inaugurazione della Dominus Estate Winery in California, progettata dagli architetti svizzeri Herzog & de Meuron e destinata a diventare assai conosciuta, ha preso l’avvio un fenomeno che si è diffuso in ogni parte del mondo e che ha visto coinvolti noti architetti internazionali quali Richard Rogers, Norman Foster, Jean Nouvel, Smiljan Radic, Álvaro Siza, Santiago Calatrava, Mario Botta, Renzo Piano, Rafael Moneo. Negli ultimi vent’anni il numero delle nuove cantine costruite è cresciuto enormemente e, non di rado, soprattutto in Paesi dove meno forti sono le tradizioni, l’architettura ha offerto l’immagine con la quale le produzioni vinicole hanno finito per identificarsi.
In un graduale percorso di consapevolezza dei committenti circa il ruolo e l’efficacia del progetto di architettura, anche l’Italia ha sviluppato una propria sensibilità e ha avviato un processo di svecchiamento del patrimonio edilizio storico delle cantine, in alcuni casi dettato da mere esigenze di vinificazione, in altri dalla precisa volontà di utilizzare l’architettura come strumento che qualifica, distingue, incuriosisce. In questo processo di crescita di senso e di espressione di singole identità, riteniamo vada ricercata la chiave per lo sviluppo presente e futuro dei progetti architettonici per le cantine vitivinicole sul territorio italiano. La nostra è una nazione caratterizzata da una produzione vitivinicola di qualità e da paesaggi diversi, in cui molteplici sono i caratteri territoriali da far emergere, in cui i terreni vitati si rapportano alle montagne, al mare, ai laghi, in un continuo cambio di pendenze, di altitudini, di terreni, di climi e di tipologie costruttive storiche. Questa varietà è un potenziale enorme, che può nutrire non solo le nostre uve, bensì anche generazioni di architetti attenti alle situazioni, sensibili alle differenze, delicati nell’approccio e capaci di dare valore, attraverso l’architettura, al lavoro dell’uomo e così pure al territorio, nelle sue meravigliose fragilità e incongruenze.
Le cantine che presentiamo in questa selezione, che si concentra sugli ultimi dieci anni, incentivano la conoscenza e la frequentazione di paesaggi rurali, divenendo, in molti casi, punto di riferimento imprenditoriale, culturale, turistico di un intero territorio, restituendo alle economie locali, quanto il terroir continua a offrie.