Casabella 976

France Localisme

Category

Curatorship

Published by

Casabella 976

Co–author

Nicola Braghieri

Year

2025

This issue of «Casabella» offers a journey through the ways architecture is practised and built in rural France –or, in any case, outside Paris– following a thread that itself begins in the countryside. Both the projects presented here and the broader story they evoke share a cultured, thoughtful and respectful approach to the expressions of local cultures. Together, they cast light on the state of the art in a country so focused on the splendours of its capital and its territoires d’excellence, yet so critically inattentive to its outskirts, often pushed to the margins of the official narrative. The journey unfolds in the uneasy present of a landscape in upheaval, offering –like frames from a neorealist documentary– sixteen examples of cultural, social and political engagement by architectural practices of different backgrounds, generations and leanings. A red thread of quality and precision runs through the work of practitioners who are helping repair the bond between communities and the landscapes around them: a process that some particularly farsighted public administrations have been pursuing with steady commitment for more than a decade. These virtuous practices are fuelling a “flight from the metropolis”, away from its strobing lights and seductive tempo – an allure that, for decades, drew young architects in, but that today proves unsustainable. For similar reasons, many of the collectives formed in recent decades in the country’s decentralised architecture schools –Nancy, Nantes, Rennes and Lille among others– are now sending their graduates back as teachers who continue to practise where they come from, strengthening local cultural hubs and networks of grounded practice. Their projects form the first layer of a wider, collective palimpsest – far too rich to fit even into an entire year of our magazine. Our journey ends with an invitation to walk back in time and rediscover the extraordinary story, told here by Françoise Fromonot, of two figures who lived through the storms of the last century: the museographer Georges Henri Rivière and the architect Jean Dubuisson. The true protagonist, which still leads us straight to the hardships of today’s cultural policies and their obscene complicities, is their highest achievement: the Musée National des Arts et Traditions Populaires in Paris. This issue of «Casabella» is meant as a small homage to the France of its regions, to the France of that fierté paysanne which once filled the display cases of this museum and which, perhaps, is beginning to bloom again along the roads that fan out from Paris towards the six corners of the Hexagon.

Questo numero di «Casabella» propone un viaggio nella Francia rurale –e, più in generale, nei territori fuori da Parigi– insieme a una storia che proprio dalla ruralità prende le mosse. Sia l’uno che l’altra rivelano affinità nell’approccio colto, sofisticato e rispettoso verso le espressioni delle sue culture locali. L’esito interroga implicitamente lo stato dell’arte di un Paese tanto autocentrato sui fasti della sua capitale e dei suoi territoires d’excellence quanto criticamente disattento verso le sue periferie, relegate ai margini della narrazione ufficiale. Il viaggio si consuma nel presente inquieto di un paesaggio in subbuglio, restituendo, come fotogrammi di un documentario neorealista, sedici esempi di impegno culturale, sociale e politico di studi di architettura diversi per formazione, generazione e tendenza. Un filo rosso di qualità e precisione attraversa i lavori di professionisti che danno forma all’opera di ricucitura tra le comunità e il territorio che le circonda; è un processo che alcune amministrazioni pubbliche particolarmente colorate perseguono da oltre un decennio con costanza. Sono queste pratiche virtuose ad alimentare la “fuga dalla metropoli”, dalle sue luci stroboscopiche e dal suo ritmo ammaliante, che per decenni ha attratto le giovani generazioni di architetti e che oggi si rivela insostenibile. Per ragioni affini, dai collettivi di progettisti formatisi nelle ultime decadi nelle scuole di architettura decentrate –a Nancy, Nantes, Rennes e Lille tra le altre– vengono docenti che vi sono ora impegnati, che non cessano di esercitare la professione nei luoghi di provenienza, consolidando poli culturali locali e reti di pratiche radicate. I loro progetti rappresentano il primo strato di un palinsesto corale di dimensioni più vaste, impossibile da contenere persino in un’intera annata della nostra rivista. Il nostro viaggio si conclude con un invito a ripercorrere a ritroso il tempo, per leggere la straordinaria avventura, narrata da Françoise Fromonot, di due interpreti che hanno attraversato le tempeste dello scorso secolo, il museografo Georges Henri Rivière e l’architetto Jean Dubuisson. Il vero protagonista, capace di condurci fino alla miseria dell’attuale politica culturale e delle sue oscene connivenze, è il loro progetto più alto: il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari a Parigi. Questo numero di «Casabella» vuole essere un piccolo omaggio alla Francia delle regioni, alla Francia della fierté paysanne che un tempo abitava le teche di questo Museo e che oggi, forse, torna a rifiorire ai bordi delle strade che si diramano da Parigi verso i sei angoli dell’Esagono.