Li Xiaodong Atelier Biblioteca Liyuan, Jiaojiehe Village, Pechino, Cina
Paziente semplicità
Category
Article
Published by
Casabella 814
Year
2012
Acupuncture approach: un’interessante metafora tra l’antica pratica medica orientale dell’agopuntura e l’architettura, che il progettista cinese Li Xiaodong utilizza per descrivere il suo metodo di intervento sul tessuto edilizio. L’architetto lavora a progettipuntuali a piccola scala che hanno però l’ambizione di porsicome esempi virtuosi di architettura, interventi che rispettano e valorizzano l’ambiente, innescando un importante circolo virtuoso che favorisce un arricchimento culturale diffuso della società e una maggiore consapevolezza della propria storia e delle proprie tradizioni. Risulta essere particolarmente interessante la costante ricerca di Li Xiaodong nella direzione di temi di progetto che gli permettano di esprimere questa duplice tensione, da un lato verso un approccio contemporaneo al progetto e alla sua costruzione e dall’altro verso una conoscenza profonda della storia dell’architettura e della cultura del suo paese. Appare particolarmente stridente,in una nazione come la Cina dove gli incarichi possono facilmente essere in grande scala e in grande numero, questo atteggiamento responsabile e rigoroso di portare avanti pochi progetti e andare in cerca di luoghi strategici ai margini dove un piccolo intervento possa assumere un grande significato, scoprendo dove esiste realmente la necessità sociale diun progetto di architettura. In questa precisa direzione andava il progetto della scuola ponte a Xiashi (in «Casabella» n. 796, dicembre2010), collocata a pochi passi da una monumentale Toulou, che è riuscita a ricucire lo strappo tra l’antica residenza monumentale collettiva e le moderne abitazioni, aumentando la consapevolezza degli abitanti a riguardo del loro passato e innescando una convivenza stretta e fruttuosa tra tradizione e innovazione. Questo nuovo progetto per una biblioteca a servizio di un villaggio a circa due ore di macchina dal centro di Pechino sembra perseguire obiettivi similari. La dettagliata analisi del progettista ha suggerito di collocare la biblioteca al di fuori del villaggio, a pochi minuti a piedi dall’area urbanizzata. Come in una sorta di rito, l’utente è invitato a percorrere un sentiero che lo conduce lungo il letto del fiume, attraverso alcune passerelle in legno, fino all’ingresso della nuova costruzione. Il volume non si impone sul paesaggio, anzi asseconda i movimenti topografici e si armonizza con l’ambiente, ancor più per la particolare tessitura delle pareti che lo rendono parte integrante del territorio. Il rivestimento delle facciate è infatti realizzato con rami sfrondati colti nei pressi del luogo di progetto, rami che usualmente gli abitanti dei villaggi conservano in fascine ordinate per utilizzarli come legna da ardere. Internamente l’intera biblioteca è risolta con pannelli di legno listellare che si piegano per assumere di volta in volta la funzione di scala, di scaffalatura o di seduta, creando un piacevole effetto di unità e coerenza, oltreché di giocosa commistione tra le funzioni comunemente distanziate della consultazione e della lettura. L’ambiente accogliente è reso ancor più gradevole grazie all’illuminazione naturale che entra nell’edificio filtrata dalla texture irregolare dei rami. Il rivestimento esterno che corre lungo tutte le facciate e la copertura vetrata della biblioteca è percepito dall’interno come un elemento uniforme che avvolge l’intero edificio, creando una sorta di filtro protettivo tra l’ambiente esterno e l’ambiente di lettura che favorisce la concentrazione e permette ai pochi scorci di paesaggio inquadrati da alcune aperture di divenire particolarmente pregni di significato. Con questa realizzazione Li Xiaodong testimonia quanto di meglio può produrre la parte più colta e sensibile dei progettisti cinesi, chiarendo ancor più il suo personale approccio al progetto che nel caso della biblioteca di Liyuan si pone l’obiettivo di sensibilizzare gli abitanti alla bellezza della loro regione, oltreché di indurli a riflettere sullo stretto rapporto tra edifici, percorsi e natura che ha caratterizzato la storia dell’architettura cinese tradizionale. Non tralasciamo di evidenziare che questo misurato lavoro risulta essere un ulteriore tassello che dimostra come un’architettura contemporanea “in punta di piedi” possa inserirsi con coerenza e con splendidi risultati estetici in un contesto naturale intatto.