Premio Federico Maggia 2013

Industrie dismesse. Giovani progettisti fabbricano idee

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Book

Published by

Fondazione Sella

Co–author

Francesco Carpano

Year

2013

Quando Federico Maggia, nei primi anni Novanta, ha pensato di istituire un premio di architettura rivolto ai giovani progettisti di Biella, aveva l’obiettivo di dare un contributo tangibile, come professionista affermato alla fine della sua lunga e fertile carriera, ai neolaureati che iniziavano ad affacciarsi al mondo del lavoro. Il premio divulgava alcuni dei migliori lavori dei progettisti locali elaborati in un contesto di generale ricchezza diffusa delle istituzioni e delle industrie. Difficilmente l’ingegnere e architetto biellese poteva allora prevedere che le occasioni professionali si sarebbero fatte anno dopo anno più rare, che alcuni dei suoi committenti storici avrebbero attraversato momenti di difficoltà finanziarie e che in generale la città avrebbe dovuto affrontare, come gran parte della nazione intera, un duro periodo di contrazione economica. Alla morte del progettista, nel 2003, dopo quattro edizioni, il premio ha cessato di esistere per dieci anni. Federico Maggia ha devoluto l’intero archivio della sua opera e dei suoi antenati progettisti a Fondazione Sella onlus che ha accuratamente catalogato gli oltre tremila progetti, la biblioteca personale e le fotografie di viaggio. La Fondazione si è inoltre presa carico di promuovere un premio biennale intitolato a suo nome. A dieci anni dalla scomparsa del progettista, in un contesto locale profondamente cambiato, Fondazione Sella ripropone il premio rinnovandone i contenuti, la veste grafica e il respiro, che da locale si fa nazionale. Il Premio Federico Maggia 2013 Industrie dismesse. Giovani progettisti fabbricano idee promosso da Fondazione Sella onlus con gli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri della Provincia di Biella e la città di Biella si rivolge a giovanissimi progettisti italiani -architetti e ingegneri under trenta- e punta i riflettori verso il patrimonio costruito, tema attuale e centrale per tutta la nazione. A Biella in particolare, l’industria della lana, sulla quale ha poggiato per secoli l’economia della città, ha segnato in profondità il territorio e il tessuto edilizio. Il fascino di molti di questi edifici, che hanno ospitato funzioni ormai venute meno, e la peculiarità del patrimonio industriale in gran parte dismesso, hanno suggerito il tema centrale del premio.
Il comitato direttivo, nei delicati momenti che hanno determinato le scelte di indirizzo, si è avvalso della preziosa consulenza di Francesco Dal Co, direttore di «Casabella», rivista a cui il premio si è appoggiato per la sua diffusione e per la sua identità attraverso Casabellalaboratorio. La composizione eterogenea e l’alto profilo della giuria -un critico, un designer, un artista, un imprenditore e un architetto- e la somma in denaro garantita al primo classificato sono le scelte compiute al fine di incrementare
la partecipazione, aumentare la notorietà del premio e renderlo trasversale, oltreché per contribuire all’avvio della carriera del progettista migliore, valutato da una giuria di qualità in grado di riconoscere il progetto che maggiormente possa favorire un processo di rivitalizzazione della città.
In questa prima edizione nazionale il comitato direttivo ha preso in esame 271 profili di progettisti diversi provenienti da tutta Italia, segno che l’interesse dimostrato per il tema e per il bando è stato alto. La selezione preliminare effettuata ha fatto emergere dieci finalisti, singoli o in gruppo, con profili diversi, la cui formazione è avvenuta in parte all’estero e con all’attivo esperienze lavorative presso noti studi italiani e stranieri. I giovani hanno dimostrato grande interesse per il tema, hanno lavorato con entusiasmo e competenza -attingendo, per realizzare l’installazione, a fondi propri o a sponsorizzazioni- e in molti casi sono riusciti a cogliere appieno le peculiarità del territorio, senza retorica e con raffinata astrazione. Il nostro ringraziamento va dunque a tutte le istituzioni, Fondazione Sella e comitato direttivo innanzitutto, che hanno coraggiosamente intrapreso un progetto ambizioso e sovralocale, enti promotori, collaboratori, patrocinatori, sponsor e sponsor tecnici che hanno creduto in questa iniziativa, pur nella complessità economica di questo periodo storico. L’obiettivo è di creare un appuntamento biennale che faccia convergere a Biella progettisti, aziende, critici e artisti, consapevoli che le energie culturali che risiedono lungo il torrente Cervo -e Cittadellarte ne è un esempio concreto- possano lentamente trasmettersi in modo capillare e avere delle ripercussioni positive sulla città di Biella. Il processo di riappropriazione della propria identità, importante per chi deve affrontare un passato complesso e denso quale quello che rappresenta la storia urbana e sociale di Biella, implica di prenderne le distanze per distillarla, cristallizzandone brevi passaggi, ragionamenti, unicità che hanno dato la forza alle generazioni passate di Biellesi di fare della città il fiore all’occhiello dell’industria laniera in Italia e nel mondo. I migliori tra i dieci progettisti, i cui lavori sono in mostra all’interno del settecentesco filatoio nel lanificio Maurizio Sella, sono risultati coloro che, senza nostalgia, sono stati in grado di concentrare la loro attenzione alla memoria e alla storia, più o meno recente, consci che, soltanto il progetto in grado di interrogare il passato senza rimpiangerlo, si può considerare, a tutti gli effetti, moderno.