Rcr arquitectes Azienda vinicola Bell-Lloc, Spagna
L’antro del mosto
Category
Article
Published by
Casabella 771
Year
2008
Molte delle cantine costruite negli ultimi anni sono ipogee, in parte per permettere la ricezione delle uve per gravità, in parte per evitare l’utilizzo di dispendiosi macchinari per la climatizzazione. Poche però sono quelle che sono riuscite a creare dei rimandi costanti tra le parti interrate e le aree fuori terra. Spesso i due livelli rimangono irrimediabilmente separati: tutte le lavorazioni avvengono nei piani interrati all’interno di spazi la cui geometria, non avendo un confronto diretto con l’intorno, nasce esclusivamente dalla funzione, mentre la sala degustazione e i luoghi eletti a simbolo della cantina si trovano fuori terra in diretto rapporto con il paesaggio circostante.
L’originalità della cantina che pubblichiamo in queste pagine, progettata dagli spagnoli RCR nell’estremo nordorientale della Catalogna, risiede nell’intento, compiutamente risolto, di combinare e connettere nel sottosuolo produzione e degustazione, riuscendo peraltro a trasmettere con elementi architettonici la forza paesistica del luogo, i raggi del sole tra i filari di vigne, i percorsi sinuosi tra gli alberi, nonostante la separazione visiva tra cantina e paesaggio.
Originari della regione catalana della Garrotxa, Rafael Aranda (Olot, 1961), Carme Pigem (Olot, 1962) e Ramón Vilalta (Vic, 1960), laureati alla Escuela de Arquitectura del Vallés nel 1987, si associano nel 1988 con il nome di RCR Arquitectes e con una sede aperta a Olot, capoluogo della Garrotxa. Tra i progetti costruiti, prevalentemente in Catalogna, segnaliamo: l’asilo Els Colors a Manlleu (Barcellona, 2004), il parco di Piedra Tosca a Les Preses (Girona, 2005), il padiglione per il ristorante Les Cols a Olot (Girona, 2005), una casa in campagna (Girona, 2007) e una biblioteca/centro per pensionati (Barcellona, 2007). Nella ricerca di RCR il ruolo della natura è centrale, non solo per i frequenti rimandi a immagini evocative della flora e della fauna, o per lo stretto rapporto visuale e spaziale che essi instaurano tra architettura e intorno, bensì per la marcata attenzione alle caratteristiche del territorio, alle sue particolarità geologiche e morfologiche. Tale loro peculiarità ha potuto trovare piena espressione nella progettazione di questa cantina a ridosso della Costa Brava, nella regione dell’Empordà, la terza area in Catalogna, dopo il Penedès e il Priorat, più nota per
la produzione di vini. Dal 1975 esiste la denominazione di origine Empordà- Costa Brava e negli ultimi dieci anni le cantine sono raddoppiate e i raffinati vini rossi, in accompagnamento ai piatti del catalano Ferran Adrià, uno dei cuochi più famosi al mondo, hanno avuto buoni riconoscimenti anche sul mercato internazionale. In un paesaggio di grandi contrasti, collocato tra il mare Mediterraneo e i Pirenei, la Brugarol, società coinvolta in progetti di rispetto e rivalutazione del territorio che sta alle spalle delle turistiche e sfruttate mete della Costa Brava, ha incaricato i progettisti, vincitori di un concorso a inviti, della costruzione di una piccola cantina a Bell-Lloc, in un’area protetta ai piedi di una collina dove sorgono un eremo e un castello. Delimitata da lastre di acciaio corten brunito che tagliano il suolo, la cantina svolge le funzioni di cernita delle uve, lavorazione, invecchiamento e degustazione in un unico livello, al di sotto del vigneto. La ripetizione di piastre metalliche di acciaio corten di 35 cm di larghezza, rese rigide da nervature perpendicolari e separate di alcuni centimetri l’una dall’altra rende il susseguirsi di ambienti, collegati da un corridoio centrale di distribuzione, uniformi e al tempo stesso evocativi dell’atmosfera fresca e scura delle cantine tradizionali. Le uniche aree che godono infatti di luce naturale diretta sono la zona di imbottigliamento e l’adiacente laboratorio che affacciano su una corte interna attraverso grandi serramenti di vetro laminato. La sala di degustazione presenta invece dei lucernari ad imbuto che catturano la luce solare, palesandosi sul terreno coltivato a vigna come tagli con diverse inclinazioni. L’economia di materiali, pietra, acciaio e vetro e la quasi assenza visiva del complesso nel paesaggio rendono questo progetto un caso studio utile agli architetti impegnati nella costruzione di cantine. Lo studio RCR ha recentemente vinto vari concorsi fuori dalla Catalogna, tra gli ultimi il crematorio Hofheide e il centro culturale Zwevegem in Belgio, un complesso di grattacieli a Dubai e il museo Pierre Soulage in Francia. La scommessa dei progettisti catalani è oggi di riuscire a comunicare l’intenso rapporto che li lega alla natura, anche in luoghi molto distanti dal proprio territorio culturale.